Come ridurre l’inquinamento atmosferico? Il caso del muro cattura smog di Roma

Come ridurre l’inquinamento atmosferico? Il caso del muro cattura smog di Roma

Tempo di lettura: 3 minuti

Murales Roma inquinamento ambientale

L’inquinamento atmosferico è una questione di grande attualità. Quali possono essere le soluzioni per ridurre l’emissione di gas nocivi? Il caso del muro anti-smog di Roma ci aiuta a rispondere a questa domanda

 

Sono sempre di più i cittadini che hanno a cuore le tematiche legate all’inquinamento ambientale e atmosferico. In particolare, la maggior parte degli italiani (il 33% del campione da noi intervistato) si dimostra preoccupata per il cambiamento climatico e l’aumento dell’inquinamento, che viene identificato dal 26,3% della popolazione italiana come problema principale dei nostri tempi.

 

In questo senso, diventa sempre più stringente e necessario trovare delle soluzioni alternative che aiutino a migliorare la qualità dell’aria, attraverso la riduzione delle emissioni di CO2 e di sostanze nocive nell’atmosfera. Un caso esemplare per quanto riguarda il tentativo di ridurre l’inquinamento ambientale e atmosferico viene da Roma, dove è stato realizzato un muro in grado di catturare lo smog.

 

Inquinamento atmosferico, da cosa è causato?

L’inquinamento atmosferico è legato all’alterazione delle condizioni naturali dell’aria. Questo cambiamento dipende dalle emissioni di gas di scarico provenienti da veicoli, caldaie, centrali elettriche, impianti di incenerimento e fabbriche. Nell’atmosfera i gas inquinanti più diffusi sono il biossido di zolfo, gli ossidi di azoto, il monossido di carbonio, l’ozono e le polveri, in particolare quelle con Pm10.

L’inquinamento dell’aria è un problema diffuso principalmente nelle zone metropolitane, dove il traffico, il riscaldamento degli edifici e gli impianti industriali provocano effetti dannosi non soltanto per l’atmosfera ma anche per la salute dei cittadini. Uno degli inquinanti che è più pericoloso per l’uomo è il Pm10 che viene prodotto per la maggior parte dal traffico urbano: i trasporti su strada, infatti, sono responsabili di più di un quarto del totale delle emissioni. Ma le automobili contribuiscono anche ad aumentare la quantità di altri gas nocivi per l’atmosfera: circa metà degli ossidi di azoto, del monossido di carbonio e del benzene presenti nell’aria delle città sono prodotti proprio dai veicoli a benzina.

 

Il caso del muro cattura-smog di Roma: una possibile soluzione per ridurre l’inquinamento dell’aria?

A Roma è stata adottata una innovativa misura per contrastare l’inquinamento atmosferico. Si tratta del muro anti-smog, ovvero il più grande murale ecologico d’Europa, realizzato sulla facciata di un palazzo residenziale nel quartiere Ostiense di Roma. Sono stati dipinti 1000 metri quadrati di superficie con un murale intitolato “Hunting Pollution”, che tradotto significa “a caccia di inquinamento”: sulla facciata dell’edificio romano è possibile ammirare un enorme airone tricolore, una specie a rischio di estinzione.

L’opera è stata realizzata da Federico Massa, in arte Iena Cruz, attraverso l’uso di particolari vernici Airlite che sfruttano una tecnologia che, grazie all’azione della luce naturale e artificiale, è in grado di eliminare agenti inquinanti quali gli ossidi di azoto, il benzene e la formaldeide. Questa azione benefica rende quindi la parete dipinta un vero e proprio depuratore d’aria naturale: 12 metri quadrati del murale sono in grado di eliminare l’inquinamento prodotto da una autovettura in un giorno. L’opera riesce ad avere quindi un impatto sull’ambiente pari a un bosco di 30 alberi.

Ottimi alleati nella lotta contro lo smog sono, infatti, proprio le piante, per questo ci impegniamo costantemente nella piantumazione di nuovi alberi: il progetto Boschi E.ON ha l’obiettivo di rigenerare aree dismesse e rendere migliore la qualità dell’aria delle città. Va infatti considerato che un albero è in grado di assorbire fino a circa 700 chilogrammi di CO2 nel suo ciclo di vita, che è di circa 100 anni.

 

 

Photo Credits: ALBERTO PIZZOLI/AFP/Getty Images



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