Inquinamento da plastica e confezioni monouso, le novità UE

Inquinamento da plastica e confezioni monouso, le novità UE

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L’Unione Europea ha reso note significative novità nella lotta all’inquinamento della plastica, introducendo divieti atti alla riduzione di prodotti di plastica monouso e favorendo il riciclo

A partire dal 2021 alcuni prodotti di plastica monouso verranno messi al bando. Questo è quanto è stato deciso dal Parlamento Europeo, la cui relazione per tagliare la produzione di oggetti di plastica usa e getta è stata approvata con 571 voti a favore e 53 contrari. La Commissione europea ha infatti accolto con favore, lo scorso dicembre, l’accordo politico provvisorio raggiunto tra Parlamento europeo e Consiglio dell’Unione europea sulle nuove norme riguardanti la plastica monouso. Già a maggio dello scorso anno la Commissione Europea aveva lanciato una proposta di direttiva che riguardava proprio il tentativo di ridurre l’inquinamento da plastica.

Ma quali saranno quindi gli oggetti di plastica di cui verrà vietata la circolazione? E cosa comporteranno questi cambiamenti?

 

Plastica monouso, quali sono le novità introdotte dall’Unione Europea?

L’inquinamento della plastica è un problema molto attuale: circa tre quarti dell’inquinamento degli oceani dipendono infatti da prodotti di plastica. Ad oggi, fra cotton fioc e piatti da picnic, nei mari di tutto il mondo finiscono fra i 5 e i 13 milioni di tonnellate di plastiche monouso. La sola Unione Europea produce circa 26 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica all’anno. Di questi fra le 150 mila e le 500 mila tonnellate si riversano nei mari, mentre sulle spiagge europee l’80-85% dei rifiuti è rappresentato da prodotti di plastica usa e getta.

La salute dell’uomo viene, inoltre, messa a rischio soprattutto dalle microplastiche, ovvero quelle particelle di diametro inferiore ai 5 millimetri che derivano anche dalla frantumazione di prodotti di plastica monouso più grandi. Il divieto di commercializzare delle plastiche usa e getta porterebbe, quindi, a un minor diffusione anche di queste particelle. Ma che prodotti rientrano nella proposta fatta dall’Unione Europea sull’inquinamento della plastica?

La proposta della Commissione Europea prevede la messa al bando di alcuni prodotti di plastica monouso e la riduzione dell’inquinamento legato a questo materiale. I principali elementi che verranno vietati sono le posate, i piatti e i bicchieri di plastica, le cannucce, i cotton fioc e i contenitori usa e getta in polistirolo espanso usati nei fast-food. Nella proposta dell’Unione Europea spicca, inoltre, una particolare attenzione alla riduzione dell’inquinamento causato dalle attrezzature da pesca che contengono plastica.
Non solo prodotti puramente plastici, anche i mozziconi di sigaretta sono inclusi nella direttiva: la quantità di plastica presente in questa tipologia di rifiuti andrà ridotta del 50% entro il 2025, e dell’80% entro il 2030.

 

Inquinamento della plastica, come l’Unione Europea vuole favorirne il riciclo?

La proposta del Parlamento Europeo prevede che i Paesi dell’UE si occupino anche della riduzione dei consumi dei prodotti di plastica per cui non esistono alternative, come le scatole monouso per gli hamburger e i contenitori alimentari per frutta e verdura. Questi prodotti dovranno subire un taglio del 25% entro il 2025. Viene poi favorito il riciclo della plastica: le bottiglie delle bevande, ad esempio, dovranno essere raccolte separatamente, e riciclate al 90% entro il 2025.

I produttori dovranno contribuire ai costi di smaltimento dei rifiuti di plastica e di pulizia di spiagge e mare. Essi avranno inoltre la responsabilità di supportare le campagne di sensibilizzazione sul valore inquinante del packaging in plastica. Coloro che producono filtri per le sigarette, poi, avranno il compito di contribuire finanziariamente al sostegno delle infrastrutture che servono per smaltire i mozziconi. Dal canto loro, i Paesi Europei sono tenuti a stabilire degli obiettivi nazionali di raccolta delle reti da pesca in plastica, assicurandosi che i costi di smaltimento di queste ultime vengano presi in carico dai produttori e non dalle autorità portuali.

L’obiettivo della direttiva è quello di portare le aziende europee a sostituire i prodotti di plastica monouso con alternative ecologicamente più sostenibili. Entro il 2030 tutti gli imballaggi dovranno essere riutilizzabili o dovrà essere semplificato il processo di riciclo della plastica.

L’accordo provvisorio, che è stato raggiunto il 19 dicembre scorso, deve adesso essere formalmente approvato dal Parlamento Europeo e dal Consiglio. Il passo successivo sarà la pubblicazione della direttiva sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, e gli Stati membri saranno tenuti a recepirla dopo due anni.



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